Livia Alessandrini

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Ajouté le 10 janv. 2005

Alessandrini e Quistello tra passioni e ricordi - CRISTINA DEL PIANO- Mantova 2000


Alessandrini e Quistello tra passioni e ricordi

Terra, sassi e miti per raccontare la vita, il sogno e il volto di mille paesi. Livia Alessandrini con i suoi quadri materici, dà voce al suo mondo interiore e riesce ad esprimere passionalità e coinvolgimento pur non usando quasi i colori. I suoi grigi, il nero e il bianco infatti hanno in sé una forza ed una vitalità rara. “Portami un fiore a Quistello” le aveva detto il padre in punto di morte: Lei é tornata con i suoi quadri, “fiori” per lui preziosissimi, e ora in mostra nelle sale della Pinacoteca.
Figlia dell’ambasciatore Adolfo, che ancora oggi a Quistello ricordano tutti, Livia Alessandrini é vissuta spostandosi da Beirut ad Atene passando per Parigi, Madrid e altri paesi per fermarsi poi a Roma dove vive tutt’ora. Proprio gli scorci, i profumi e le atmosfere delle città dove ha trascorso momenti diversi di vita hanno trovato spazio nelle sue opere. A Quistello l’artista ha riunito sessanta lavori tra dipinti e disegni che racccontano molto della sua carriera (in mostra fino al sedici luglio). Ci sono i temi fondamentali : L’uovo, simbolo universale di vita, il torero che sfida il destino, il teatro, la terra e la scultura classica. “Ho riunito le tematiche a me piu’ care in questa mostra - conferma Livia Alessandrini - la vitalità sanguigna e le emozioni forti della Spagna cosi come i simboli della vita e del declino. Non amo i colori forti e mi affascinano invece le tinte evanescenti: Mi piace affondare il pennello tra la ruvidezza e l’asperità della materia perché penso che per fermare il pensiero sia necessario pietrificare la forma del volume. Solo cosi per me il ricordo e la memoria rimangono sulla tela”. Sabbia, sassolini e colore acrilico diventano cosi per Livia Alessandrini il composto materico che darà corpo a un sogno, a un’emozione. Come nell’opera “En el teatro español” dove tutti i suoi temi si fondono con impressionante equilibrio. Le opere sembrano uscire dallo strato pastoso per inseguire l’idea che l’artista ha bene in mente e che modificherà via via. Nascono cosi questi dipinti che pare abbiano attraversato il sogno e la storia dell’esistenza umana in genere. Cosi come il legame con le radici e la storia hanno riportato Livia Alessandrini a Quistello.
“Ho sempre sentito questo legame con Mantova - conclude l’artista - Mio padre é nato a Suzzara e ha vissuto a Quistello dove riposa tutt’ora. Pur avendo girato il mondo non ha mai scordato le sue radici e questo, come l’amore per l’arte, é riuscito a trasmetterlo anche a me”.

Cristina del Piano – Mantova 2000

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